
Fronte della tavoletta contenente il testo mitico-rituale cosiddetto di Shaḥar e Shalim.
Ugaritico
XIV-XII sec. a.C.
Caratteristiche formali e i due alfabeti
L’ugaritico è una scrittura cuneiforme come l’accadico, ma il suo principio linguistico è completamente diverso dal sistema sillabico-logografico dell’accadico. La scrittura ugaritica è infatti una di tipo alfabetico (meglio abjad) dove sono rappresentate foneticamente le sole consonanti. Unicamente la consonante alif (la chiusura della glottide) appare in una triplice forma diversa, a seconda della vocale precedente o successiva: {
} per /ˀa/; {
} per /ˀi/, /ˀê/ oppure /Voc.+ /ˀ/; {
} per /ˀu/ e /ˀô/.
Gli abbecedari ugaritici rinvenuti negli scavi (finora più di dieci) hanno evidenziato una forte consistenza dell’ordine delle lettere (cfr. elenco dei simboli), tale sequenza risulta essere molto simile a quella del fenicio, testimonianza di una ampia diffusione della medesima tradizione scribale. Solo un abecedario testimonia un ordine diverso delle consonanti (cioè con la seguente sequenza di caratteri: h, l, ḥ, m) tipico del semitico meridionale (RS 88.2215).
Di particolare interesse è l’alfabetario, purtroppo frammentario, KTU 5.14 nel quale ogni consonante ugaritica è affiancata da un segno sillabico che ne rende la pronuncia in cuneiforme accadico.
In alcuni luoghi della Siria-Palestina e a Cipro sono stati trovate pochi testi redatti in un alfabeto cuneiforme “corto”, di soli 22 caratteri consonantici che per la maggior parte sono identici a quelli dell’alfabeto lungo, anche se alcuni grafemi hanno forme diverse.
