Mnamon

Antiche scritture del Mediterraneo

Guida critica alle risorse elettroniche

Seminari





  1. 2016-11-28

    Tra iscrizioni e graffiti, tra oasi e deserto: la pratica della scrittura in Arabia centro-settentrionale prima dell’Islam

    Alessia Prioletta

    Grazie a più di 65.000 iscrizioni e graffiti scoperti nei diversi paesi della penisola, l’Arabia preislamica è una delle regioni più favolose del mondo antico per ciò che riguarda l’alfabetizzazione. In Arabia nord-occidentale sono attestate una serie scritture alfabetiche consonantiche, raggruppate sotto l’etichetta di nordarabico antico, appartenenti alla tradizione araba o del semitico meridionale e attestate in un’ampia area che va dalla Siria meridionale allo Yemen settentrionale, includendo la Giordania e l’Arabia saudita. Documenti in nordarabico antico sono stati trovati anche in Israele/Palestina, Egitto e Iraq. La durata cronologica dei singoli alfabeti non è ancora saldamente stabilita, ma i più antichi documenti risalgono almeno al VI secolo a. C. e i più recenti arrivano intorno al IV secolo d. C. Questi alfabeti sono stati utilizzati sia dagli abitanti delle grandi oasi dell’Arabia del nord, come Dadan, Taymāʾ e Dūmā, che dai nomadi e seminomadi che abitavano i dintorni delle oasi, le montagne dello Ḥijāz e i grandi deserti dell’Arabia: Ḥarra, Ḥismā, Nafūd, Najd e al-Rubʿ al-Khālī. Se le culture sedentarie hanno prodotto sia inscrizioni in scrittura formale che graffiti in scrittura informale, i nomadi e semi-nomadi hanno lasciato esclusivamente graffiti, incisi a migliaia sulle rocce che percorrono i grandi deserti arabi e i dintorni delle oasi.

  2. 2015-12-21

    I segni e la scrittura: lingue umane e lingua divina nel Vangelo di Verità (NHC I,3 / XII,2)

    Daniele Tripaldi

    Il Vangelo di Verità, ritrovato in duplice versione copta fra i codici di Nag Hammadi (NHC I,3/XII,2), è un testo che non ha mai smesso di sollevare problemi: autore, datazione, lingua originale di composizione, la traduzione stessa di alcun hapax legomena in copto sono tutt'ora oggetto di accesissimo dibattito. Lavorando strettamente sul testo e sulla sua tessitura linguistica, proveremo ad entrare prima nel 'laboratorio' del traduttore, poi, più tentativamente, nell'immaginario socio-culturale del suo autore.

  3. 2015-06-19

    LiBER: un progetto di digitalizzazione dei testi in lineare B

    Maurizio Del Freo Francesco Di Filippo

    LiBER (Linear B Electronic Resources) è un "document management system" attualmente in corso di sviluppo presso l'Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico del CNR. Il sistema è stato concepito per ordinare, filtrare e combinare i testi in lineare B sulla base di criteri testuali, archeologici, paleografici e topografici. Scopo di questo seminario è di illustrare i principi generali che sono alla base del progetto LiBER e le soluzioni adottate per la codifica dei testi e per la rappresentazione spaziale dei dati attraverso l'uso di mappe dinamiche.

  4. 2014-10-03

    La paleografia e il sillabario dei testi cuneiformi di Ebla

    Amalia Catagnoti

    Dal 1974, a Tell Mardikh, l’antica Ebla, in Siria, è stato rinvenuto un gran numero di testi cuneiformi proto-siriani, appartenenti a tutte le principali tipologie testuali, escluse le iscrizioni reali. La grande maggioranza dei testi, databili al XXIV sec. a.C., documenta la lingua semitica locale, scritta secondo le convenzioni proprie degli scribi del palazzo reale (Palazzo G). Per interpretare questa grande quantità di documenti (circa 4000 tavolette) si è reso necessario riconoscere le regole che gli scribi erano in grado di applicare alla loro lingua. Fondamentale, pertanto, è lo studio della paleografia e del sillabario.

  5. 2014-10-03

    Le scritture alfabetiche di Anatolia nel I millennio a.C.

    Giulia Torri

    Nel I millennio a.C. il territorio anatolico è caratterizzato dalla presenza di popolazioni indoeuropee, lici, frigi, carii e lidi, che sviluppano sistemi di scrittura autoctoni. Si tratta di scritture alfabetiche imparentate con l’alfabeto greco dal quale derivano o con il quale condividono una comune origine. In questo seminario verrà tracciato il momento storico in cui tali scritture si svilupparono e saranno presentate le principali fonti per la loro ricostruzione.

  6. 2014-04-11

    Scrivere in Mesopotamia e Elam: risorse on-line per lo studio delle iscrizioni sumeriche, proto-elamiche, ed elamiche

    Salvatore Gaspa

    La lezione seminariale offrira' un'introduzione alle lingue e alle scritture di Sumer ed Elam, due regioni del Vicino Oriente Antico caratterizzate da una intensa sperimentazione di sistemi scrittori. Si offrira' una descrizione delle principali caratteristiche del sistema cuneiforme sumerico e delle scritture dell'Elam. Dall'Elam proviene una ricca documentazione sia in scrittura cuneiforme che in due sistemi di scrittura differenti, non ancora decifrati. La lezione presentera' anche i principali progetti internazionali e le relative risorse online riguardanti le scritture e i testi provenienti da queste regioni del Vicino Oriente Antico.

  7. 2014-04-11

    Scritture alfabetico-lineari semitiche del II millennio a.C. Sintesi dei dati e scoperte recenti

    Paolo Merlo

    Nella prima parte del seminario si farà una succinta presentazione delle scritture alfabetiche proto-sinaitiche e protocananee nel contesto delle scritture alfabetiche semitiche del II mill. a.C. Nella seconda parte si avrà una breve illustrazione di alcune recenti scoperte epigrafiche di iscrizioni proto-cananee che hanno in qualche modo dato vita a un vivo dibattito sulle prime fasi della scrittura alfabetica ebraica.

  8. 2014-03-31

    Scrittura, documenti e pratiche scrittorie in Arabia meridionale prima dell’Islam

    Alessia Prioletta

    All’estremità meridionale della penisola araba, nell’attuale Yemen, una fiorente cultura si è sviluppata dalla fine del II millennio a. C. fino alla metà del VI secolo d. C. I sudarabici, conosciuti nel mondo antico come produttori d’incenso e di altre sostanze aromatiche, sul cui commercio fondarono la loro prosperità e ricchezza, furono anche abili costruttori di opere monumentali come templi, città e dighe. Tuttavia, queste popolazioni si distinguono soprattutto dalle altre culture dell’Arabia e del vicino Oriente antico per il loro enorme corpus epigrafico, che conta più di 11.000 iscrizioni ed è quindi la collezione di documenti epigrafici più grande del mondo semitico. Questi testi, incisi su una straordinaria varietà di supporti e materiali (pietra, legno, bronzo) sono scritti in quattro lingue diverse ma apparentate, rappresentative dei regni principali dell’Arabia meridionale: Sabaʾ, Maʿīn, Qatabān e Ḥaḍramawt. Pur avendo lingue diverse, tuttavia, i sudarabici impiegarono un unico sistema di scrittura alfabetica, sviluppatosi poi in due grafie diverse, che conobbero un’evoluzione indipendente e furono utilizzate per scopi e su supporti diversi: la scrittura monumentale (o maiuscola) e quella minuscola (o corsiva). La scrittura monumentale, di cui abbiamo le testimonianze più numerose, è regolare, geometrica ed esteticamente bella, e fu usata su supporti durevoli e destinati ad essere esposti; la scrittura minuscola, incisa su materiale deperibile come bastoncini di legno e steli di palma ebbe, invece, un uso prevalentemente privato.

  9. 2014-03-31

    Étranges étrangers Quelques exemples d’adaptations onomastiques dans les inscriptions préromaines du Nord de l’Espagne et du Sud de la Gaule

    Coline Ruiz Darasse

    Nel corso della seconda età del Ferro, nel sud della Gallia e nel nord-est della Spagna diverse iscrizioni rivelano contatti linguistici tra le popolazioni locali. In questo seminario si propongono diversi casi di studio di nomi celtici letti nelle iscrizioni greche, gallo-greche e paleoispaniche al fine di illustrare i processi di adattamento di un nome straniero ad una data scrittura.

  10. 2013-10-29

    Gli Annali di Shuppiluliuma e le lettere di Amarna come fonti per la fine della XVIII dinastia: una prospettiva egittologica

    Daniele Salvoldi

    Il periodo che intercorre fra la morte di Akhenaten (1351-1334 a.C.) e l'accessione al trono di Horemheb (1306-1292 a.C.) è uno dei più oscuri della storia egiziana, caratterizzato da una successione di coreggenze e regni effimeri, un sovrano donna, un principe ittita assassinato, l'apparente collasso dell'impero egiziano nel Levante e una pestilenza. Le fonti egiziane disturbate dalla damnatio memoriae che ha colpito i re dell'epoca amarniana sono integrate con successo da alcuni documenti non egiziani di eccezionale valore storico: Le gesta di Shuppiluliuma, redatte in hittita dal re Murshili II in memoria del padre, e le lettere di Amarna, la corrispondenza diplomatica in accadico della corte faraonica con i grandi re del Vicino oriente e i piccoli principati della Fascia levantina.


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